COSA STA ACCADENDO IN BIELORUSSIA

Riproduciamo la traduzione, pubblicata dal SI Cobas – Commissione per la Solidarietà Internazionale, di un comunicato del gruppo ZabastovkaBY (Sciopero) sui recenti avvenimenti in Bielorussia.

Al momento l’intero paese sta protestando. Le autorità hanno usato una quantità di violenza senza precedenti contro manifestanti pacifici e passanti innocenti.

Ci sono numerose segnalazioni di torture e detenzioni illegali. Questo ha portato le masse di malcontento nei confronti del regime. I lavoratori si sono sollevati contro la brutalità della polizia e le falsificazioni che hanno avuto luogo durante le elezioni. In questo momento le proteste sono essenzialmente democratiche e non apertamente nazionaliste, cosa molto importante da notare.

Le autorità stanno cercando di calmare i lavoratori e impedire che la situazione vada fuori dal loro controllo. Ciononostante, il 16 agosto si sono tenute manifestazioni di massa nella capitale e in tutta la Bielorussia. Oggi diverse imprese hanno visto scioperi e manifestazioni. La situazione politica continua ad essere incerta. Lukashenko aveva dichiarato che non abbandonerà senza combattere, e l’opposizione non è unita.

Crediamo fermamente nelle richieste di democratizzazione dell’intero sistema (e non semplicemente di dimissioni dell’attuale presidente) e per il miglioramento del benessere dei lavoratori. I lavoratori hanno fermato il terrore della polizia e spetta a loro organizzarsi e garantire il futuro del paese.

Dobbiamo spiegare diverse cose che i nostri compagni all’estero ci chiedono spesso. Le proteste sono infatti spontanee, perché la vecchia opposizione politica aveva già perso gran parte del sostegno popolare molto prima delle elezioni e non hanno una solida base tra le masse; il Quartier Generale Unificato (della candidata Tsikhanovskaya) era stato decapitato, in senso figurato, dall’arresto del suo personale. Le proteste si coordinano da sé sui social media, tuttavia c’è un’influenza strisciante di canali liberali e nazionalisti che costituiscono le principali fonti di tutte le informazioni che la gente riceve.

Ci viene chiesto dai nostri compagni stranieri di dare una spiegazione riguardo all’uso della bandiera bianco-rosso-bianco da parte dei manifestanti. Infatti, quella bandiera richiama associazioni con i collaborazionisti dei nazisti e i moderni nazionalisti. Tuttavia, in questo momento è vista dalle masse come simbolo di protesta generale. La bandiera è stata usata dall’opposizione politica per un lungo periodo di tempo, e la gente la equipara al malcontento verso le autorità.

Molti compagni all’estero paragonano quello che sta succedendo in Bielorussia con l’Ucraina nel 2014. Anche se siamo anche noi profondamente preoccupati per la possibilità di un esito di questo genere, va detto che la Bielorussia non è l’Ucraina: non ci sono forti e ben organizzate bande di estrema destra. Non ci sono neanche gruppi oligarchici in conflitto aperto. Il sistema economico, la storia e la cultura sono diversi. Non ci sono slogan a favore dell’Unione Europea, non ci sono inviti a promuovere la discriminazione etnica.

Tra i manifestanti vediamo bandiere rosse e bandiere dell’URSS. Non vediamo buona fede nell’equiparazione della nostra situazione attuale con le precedenti rivoluzioni colorate. Al contrario, chiediamo di analizzare con precisione nel merito ciò che sta accadendo in questo momento. Comunque, assicuriamo ai nostri compagni che la gravità della situazione per i lavoratori e la sinistra è ben compresa. Pochi circoli liberali richiedono già prevedibilmente la “decomunizzazione”. La situazione non è aiutata dal fatto che il farsesco partito “comunista” della Bielorussia, che nemmeno una volta in tutta la sua esistenza ha fatto qualcosa per i lavoratori, sostiene Lukashenko.

Il movimento dei lavoratori della Bielorussia è disorganizzato. Negli anni le autorità si sono premurate di sopprimere i sindacati indipendenti e le proteste dei lavoratori. ZabastovkaBY, come tutte le proteste, è stata organizzata spontaneamente negli ultimi giorni. Siamo un’iniziativa volta a coordinare gli sforzi dei lavoratori, composta da attivisti di diversi gruppi e individui di sinistra, che sono apparsi solo di recente e non hanno i rapporti con i vecchi partiti. Le politiche neoliberali del regime hanno portato a un aumento dell’interesse per il marxismo e la teoria della classe tra la gente comune e alla creazione di gruppi di studio.

Sono state queste persone e gli attivisti operai che hanno creato il canale e stanno aiutando a coordinare gli sforzi dei lavoratori. Chiediamo ai nostri compagni di astenersi per favore dal diffondere teorie di cospirazione e altre voci sulla CIA e sui fondi occidentali. I nostri attivisti stanno cercando disperatamente di aiutare i lavoratori a organizzare una forza veramente popolare in mezzo al caos e all’incertezza degli ultimi giorni, ed è scoraggiante sentire i nostri compagni dire cose di questo genere.

Accogliamo con favore le aspirazioni democratiche del popolo. Sosteniamo le richieste di democratizzazione del paese, un processo ai responsabili del terrore e la liberazione dei detenuti. Dobbiamo anche sottolineare che non vediamo la situazione nel paese come una semplice scelta tra Lukashenko e Tskikhanovskaya. Le politiche neoliberiste delle autorità e la crisi del 2020 hanno portato a un ampio malcontento tra la gente. Pertanto, dobbiamo affermare che l’attuale regime è, di fatto, autoritario, borghese e antidemocratico. E le richieste dei vecchi partiti liberali e nazionalisti scimmiottano le riforme thatcheriane degli anni ’80: deregolamentazione, privatizzazione, mercatizzazione dell’assistenza sanitaria e dell’istruzione. Non potremmo e non intendiamo sostenerli.

Per noi il momento attuale significa che il Paese ha bisogno di un forte movimento operaio che potrebbe portare avanti riforme veramente democratiche. In questo momento i lavoratori sono disorganizzati, hanno poca o nessuna esperienza nella lotta per i loro diritti o di scioperi e le loro richieste rispecchiano quelle delle proteste democratiche generali. Il movimento di sinistra è pure giovane e ristretto, la sua preoccupazione principale è ora quella di rafforzare il suo legame con i lavoratori e di aiutarli a organizzarsi. Ci sono già inviti dei nostri compagni all’estero perché proponiamo un programma popolare con l’esposizione di come vediamo esattamente le riforme politiche ed economiche nel paese, della nostra strategia e tattica. Ci rendiamo conto dell’importanza di tali passi, tuttavia, è necessario del tempo per valutare adeguatamente la situazione e preparare un tale documento.

È estremamente difficile prevedere come si svilupperà l’intera situazione. Nonostante molti messaggi dei media liberali, gli scioperi veri e propri non sono ancora diffusi e i lavoratori sono ben lungi dall’essere certi di cosa fare dopo. La sinistra non ha alcun desiderio di svolgere il ruolo di utili idioti e favorire gli autori di disumane riforme neoliberiste. Tuttavia, non possiamo stare in disparte dagli avvenimenti. Ora dobbiamo aiutare i lavoratori a organizzare i comitati di sciopero e organismi indipendenti che proteggano i loro diritti e interessi.

Chiediamo a tutti i nostri compagni di essere solidali con i lavoratori bielorussi! Apprezziamo il vostro sostegno e chiediamo di contribuire a diffondere le informazioni su ciò che sta realmente accadendo in questo paese!

ZabastovkaBY

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