Chi siamo

Il circolo internazionalista “Francesco Misiano” nasce nel settembre 2016 per iniziativa di un piccolissimo gruppo di uomini e di donne accomunati dall’intenzione di approfondire, divulgare ed applicare il metodo del materialismo storico ai molteplici aspetti che caratterizzano la dinamica della formazione economico-sociale capitalistica. Questa pagina vuole essere espressione del nostro lavoro collettivo, che si arricchirà anche della ripubblicazione di testi poco conosciuti e delle traduzioni di testi di autori marxisti di altri paesi, per renderle disponibili agli studiosi del marxismo e in generale a tutti coloro che si pongono sul terreno del comunismo internazionalista e rivoluzionario.

Convinti, con Marx ed Engels che

I comunisti si distinguono dagli altri partiti proletari solo per il fatto che da una parte essi mettono in rilievo e fanno valere gli interessi comuni, indipendenti dalla nazionalità, dell’intero proletariato, nelle varie lotte nazionali dei proletari; e dall’altra per il fatto che sostengono costantemente l’interesse del movimento complessivo, attraverso i vari stadi di sviluppo percorsi dalla lotta fra proletariato e borghesia

e che

Lo scopo immediato dei comunisti è lo stesso di tutti gli altri proletari: formazione del proletariato in classe, abbattimento del dominio della borghesia, conquista del potere politico da parte del proletariato

il nostro obiettivo è quello di dare il massimo contributo possibile, dal punto di vista dell’approfondimento teorico come da quello pratico, alle battaglie che la classe lavoratrice è e sarà chiamata a combattere contro la classe dominante e contro le sue espressioni politiche, aperte o mascherate.

Siamo e saremo sempre al fianco della classe lavoratrice, tutte le volte che questa dovrà far valere le proprie rivendicazioni – economiche e politiche – nei luoghi di lavoro, nelle piazze, ovunque.

Siamo intenzionati ad aggiungere la nostra piccola ma determinata presenza nelle lotte dell’oggi, ancora frammentate e parziali, e in quelle di domani, quando la spinta delle determinazioni materiali le generalizzerà, per cercare di dare loro uno sbocco che – se deve condurre al superamento del capitalismo – per noi non può che essere rivoluzionario.

Siamo comunisti, perché il nostro scopo è contribuire al superamento dell’attuale modo di produzione capitalistico – una società contraddittoria e inefficiente, irrazionale e inumana – affinché possa realizzarsi una società che sviluppi e valorizzi realmente i talenti e le potenzialità di ognuno, dando piena soddisfazione ai bisogni materiali e intellettuali di ciascuno. Questo è il nostro concetto di comunismo.

Siamo internazionalisti, perché consapevoli della fondamentale comunanza di condizione e di interesse dei lavoratori di tutto il mondo, al di sopra di tutte le divisioni nazionali, etniche, di confessione, di lingua di genere e quant’altro. Il nostro internazionalismo non è un sentimentale affratellamento di popoli e culture diverse, è piuttosto il riconoscersi come classe, come membri di una parte dell’umanità oggettivamente in guerra contro un’altra, la borghesia mondiale. Il nostro internazionalismo è il rifiuto dello sciovinismo e di ogni superstizione nazionale, usata dalle classi dominanti per dividere il proletariato, sfruttarlo meglio e scagliarlo contro se stesso nei vari carnai delle guerre imperialistiche. Il nostro internazionalismo è il riconoscimento del debito teorico nei confronti delle minoranze rivoluzionarie che si sono caratterizzate con tale aggettivo.

Si tratta per noi, senza presunzioni, di cercare di salvaguardare il patrimonio comune di tutte queste esperienze, facendo tesoro degli elementi validi di quelle elaborazioni e provando a svincolarsi dai loro limiti. Senza essere costretti a difenderne acriticamente le debolezze e liberi di apprezzarne il contributo fornito all’interpretazione di un corpus teorico stabilito centosettant’anni fa.

Abbiamo deciso di dare al nostro gruppo il nome di un militante comunista oggi pressoché dimenticato, Francesco Misiano, che ha identificato la propria esistenza con la scelta rivoluzionaria e internazionalista, al punto da assurgere – per i suoi compagni e per i suoi nemici di classe – a simbolo vivente di questa stessa scelta. Con il suo nome, rivendichiamo il nostro internazionalismo comunista e rivoluzionario.